Like a rolling stone

Racconto erotico su Naruto scritto da: Voglioungufo

È una settimana ormai che Sasuke e Sakura si ritrovano con un pensiero fisso nella mente: cosa regaleranno a Naruto per il suo compleanno?
Era partita come una domanda scema con una risposta scema (“Un buono per il ramen, che altro se no?”) ed è terminata in una vera e propria tragedia greca.
Il culmine di tale tragedia avviene il nove ottobre, esattamente il giorno prima del compleanno del dobe.
Si sono posti la domanda un centinaio di volte, ma nel frattempo lo scenario nella mente dei nostri eroi non è minimamente cambiato. Per comprenderlo, vi basterà immaginare una di quelle scene dei film western dove, nella città desolata, rotola una palla di polvere e foglie, spinta da un vento inospitale.
Ecco. E con questo non voglio intendere che gli regaleranno una palla di fieno.
Approfittando dell’assenza di Naruto, impegnato a lavorare all’officina, Sasuke e Sakura cercando di risolvere questa immensa aporia.
“E se gli regalassimo il nuovo disco dei Melvins1? Se non sbaglio hanno fatto una collaborazione con Kurt Cobain”
“No” scuote la testa alla proposta di Sakura “Gli regaliamo sempre degli album”
“Ah” considera lei annuendo con fare saputo e ghigna “Vuoi fargli una sorpresa”
Sasuke ha quasi la tentazione di lanciarle dietro la penna, ma non lo fa perché al momento una testa in più gli fa comodo.

“Accidenti” sbuffa la ragazza ad alta voce, facendogli quasi cambiare idea sulla testa in più “Se solo non si fosse comprato da solo la fotocamera nuova, avremmo potuto regalargli quella!”
Che, appunto, era il piano di Sasuke fino a quando, due settimane prima, il dobe non si è presentato con l’aggeggio nuovo. Non può biasimarlo, quella che aveva prima ormai stava in piedi solo grazie allo scotch, ma se solo avesse aspettato 15 – benedettissimi! – giorni, si sarebbe trovato un pacco da scartare con dentro una fotocamera molto più tecnologica e professionale di quella che si era comprato con i pochi risparmi.
E lui e Sakura non si sarebbero trovati in questa scomoda posizione, già.
“Dovremmo organizzare anche la festa”
Il borbottio a mezza voce di Sakura lo fa schiantare dolorosamente a terra. “La festa?” chiede, sicurissimo di aver confuso male.
“Ma certo, la festa” ribadisce “Che credi, che si faccia da sola?”
Sasuke, in realtà, credeva che il compleanno lo avrebbero festeggiato solo loro tre, come fanno da anni d’altronde. Insomma, non c’è bisogno di una festa se sono solo loro tre. Basterà ordinare qualcosa di buono dall’asporto, dargli una tazza di ramen invece di una torta e basta.
No, ok, dopo avrebbero fatto sesso. Anche quello faceva parte del piano.
Motivo per cui, con tutta la calma del mondo, chiede: “Quale festa?”
Al che Sakura, sinceramente preoccupata, lo guarda stralunata. “Per Naruto, no?” cioè, non stanno impazzendo da una settimana proprio per il suo regalo? Di chi doveva essere la festa? Per il gatto?
“Perché dobbiamo fare una festa?” non si dà per vinto.
Ormai Sakura sembra davvero intenzionata a chiamare la guardia medica. “Per il suo compleanno, forse?”
“E a che gli serve la festa?”
Finalmente, capisce cosa stia frullando nella testa del suo coinquilino e un lungo sospiro esce dalle sue labbra. “Sasuke” inizia con l’aria di chi deve fare notare una cosa in maniera molto delicata “Lo sai, no: ormai Naruto ha molti amici, non siamo più solo noi tre”
Sasuke la guarda apatico, ma dentro di sé sta protestando perché in quale universo non si tratta solo di loro tre? Sono sempre solo loro tre. Tutto inizia e finisce con loro tre, no?
“Dovremmo chiamare Suigetsu, e chiederli se può riservarci uno spazio al Taka. Oh, ovviamente saranno invitati anche lui, Karin e Juugo” pensa ad alta voce, mordicchiando la punta della matita “Shikamaru, Ino e Choji. E poi i Sabaku, probabilmente Gaara porterà anche il suo ragazzo. Dici che dovremmo invitare anche Bee? In fondo, sono colleghi al lavoro e lui ne parla sempre con affetto. E Kakashi-sensei! Non possiamo dimenticarci di lui” segna tutti i nomi in un foglio di carta, poi sembra colta da un’idea improvvisa “E se li chiamassimo per sapere che cosa regaleranno loro?”
Non può obbiettare, o dire alcunché, perché la ragazza scatta in piedi come una molla e va ad afferrare il telefono vicino alla televisione. Digita un numero e attende; quando sembrano finalmente rispondere, Sasuke si mette sulle orecchie le sue pesanti cuffie blu notte e fa partire il loro registratore portatile.
Sì, si è leggermente offeso per non essere stato preso in considerazione.
La vede gesticolare e fare smorfie, giocare con il filo attorcigliato in plastica con le dita, annuire attentamente, prendere appunti su un foglio e digitare un nuovo numero, poi ancora tutto da capo, mentre lui fa in tempo ad ascoltare mezza discografia dei R.E.M.2
Alla fine, Sakura gli sventola davanti una mano e, senza chiedere il permesso, gli toglie le cuffie. Non si lascia intimidire dallo sguardo assassino e parla:
“Possono venire tutti. Anzi, pensa che Ino si stava addirittura chiedendo quando l’avremmo chiamata” ride, ma Uchiha non ci trova nulla di divertente.
“Comunque” riprende Sakura iniziando a leggere gli appunti sul foglio “Lei fa il regalo con Choji e Shikamaru: una giacca a vento di un colore normale. I Taka ci prenotano volentieri un posto e, ovviamente, gli regaleranno un whiskey scozzese.” Alza gli occhi al cielo “Invece, Gaara ha detto che ha preso un libro su Dylan, con tutti gli accordi per le sue canzoni. Kakashi gli ha preso un libro, ma non ho voluto indagare sul contenuto. Bee ha pensato a un casco per la moto”
“Non lo indosserà mai”
Fa spallucce. “Almeno ci prova” si accuccia ad afferrare Madara, il gatto nero, sotto le ascelle delle zampe anteriori e se lo porta davanti alla faccia, strofinando il naso sul musetto “Neh, verrai anche tu? Verrai anche tu, Madara-chan?”
“Oh, ma per favore!” sbotta Sasuke, infastidito all’inverosimile e, con classe, si rimette le cuffie, isolandosi nel suo mondo.
E anche oggi finisce una giornata (im)produttiva.

**

“Siamo nella merda, lo sai vero?”
Sakura lo dice con un sorrisone enorme, come se non stesse proclamando quanto loro due siano dei pessimi migliori amici.
Sasuke non sorride, Sasuke si riempie il bicchiere e getta giù in un colpo solo. “Siamo nella merda” conferma, mentre Naruto scarta i regali degli altri.
Sakura continua a sorridere, perfettamente rilassata, e lui vorrebbe che la smettesse perché non fa altro che renderlo più ansioso.
“Perché mi avete preso una giacca a vento? Io ho già una giacca a vento?” la voce squillante di Uzumaki lo raggiunge ferendogli le orecchie, in quel locale c’è troppo rumore, non potrebbero abbassare un po’ la musica?
“Tu hai una giacca a vento arancione. Arancione, cristo santo!” ribatte Ino, infastidita.
“Appunto, qual è il problema?”
Tze, solo un dobe di quel calibro poteva mettersi a questionare su un regalo. Lo consola sapere che con il suo e di Sakura non lo farà perché, guarda un po’, loro non lo hanno un regalo.
Sakura sembra leggergli nella mente da come nasconde il viso dietro le mani e impreca. “Perché non abbiamo fatto un regalo? Dove abbiamo sbagliato?!”
Sasuke non vede altro modo per consolarla che prendere la bottiglia di Suigetsu per Naruto, aprirla e versare il suo contenuto nel bicchiere della ragazza e nel proprio.
Brindano alla salute della propria inettitudine come migliori amici proprio mentre, pieno di entusiasmo, Naruto ammira il regalo di Gaara.
Ma è subito dopo aver gettato giù il sorso di Whiskey che Sakura ha l’illuminazione.
“So cosa regalargli!” sbraita con gli occhi lucidi e le guance rosse per l’alcool.
Oh, è andata, si accorge Sasuke, e da come il tavolo ha cominciato a muoversi deve essere anche lui andato.
“Passami una penna!” lo sprona Sakura, elettrizzata per la sua idea, che Sasuke vorrebbe davvero sapere. In ogni caso fa quanto richiesto e le passa la propria biro; la vede scrivere frettolosamente qualcosa sul tovagliolo di carta, poi scatta in piedi, sventolandolo come se sia un trofeo.
“Naruto! Tocca al nostro regalo!” grida sbracciandosi “Ti piacerà sicuramente”
Sicuramente! Ma qual è?
Solennemente, Sakura passa il tovagliolo a Naruto, che lo prende facendo una faccia altamente perplessa. La faccia perplessa viene sostituita da una incredula, completamente paonazza, non appena legge quanto scritto e guarda senza dire niente il tovagliolo come se fosse la foto di un pene enorme.
Un dubbio coglie Sasuke, che si alza di colpo dal suo posto, proprio mentre Suigetsu sbircia oltre le spalle del biondo cos’è che l’ha sconvolto così tanto da fargli perdere sangue dal naso.
Suigetsu legge e scoppia a ridere. “Sul serio? Anche Sasuke?”
Anche Sasuke cosa?!
Finalmente riesce a strappare dalle mani di Naruto il tovagliolo e, nella ubriaca ma leggibile calligrafia di Sakura, trova scritto:

Sakura and Sasuke’ striptease

Sente l’attacco cardiaco colpirlo nello stesso istante in cui Sakura spalanca le braccia e grida, felice come una pasqua:
“Happy birthday, Naruto!”
E Sasuke sviene.

**

“Dobbiamo farlo davvero?”
Sasuke lo ha chiesto quattrocento volte da quando la festa è finita, lo ha fatto mentre era in macchina sul sedile del passeggero con Madara-chan in grembo (sì, Sakura lo ha portato davvero), mentre salivano le scale verso il loro bilocale e lo chiede anche adesso, con Naruto che guarda lui e Sakura seduto sul divano con un’espressione troppo soddisfatta.
“Sì, sì” annuisce con quel ghigno strafottente, poi sembra essere colto da un pensiero “Ci vuole la musica! Uno spogliarello senza musica non è un vero spogliarello”
Sakura annuisce, come se avesse detto una grande verità, mentre Sasuke sbuffa irritato.
“Dobe, sono le tre di notte! Vorrei evitare di trovarmi la vicina alla porta, come l’ultima volta” e il solo pensare a Mrs Jonas in ciabatte e vestaglia da notte gli provoca un brivido di disgusto.
“Suonerò io con la chitarra!” obietta Naruto “Così posso usare il libro che mi ha regalato Gaara”
“Dobbiamo farlo davvero?” chiede per la quattrocento e una volta Sasuke, mentre Naruto si alza per andare a prendere tutto l’occorrente.
Sakura si aggrappa al suo braccio ridacchiando. “Ma certo! Dai, sarà divertente”
“Divertente come la tua futura vita da astemia” replica gelido, deciso a non far più toccare un goccio d’alcool alla ragazza. Le vengono in mente idee troppo malsane quando è ubriaca.
Naruto torna sul divano, armato di chitarra e libro, e apre una pagina a caso di quest’ultimo, impaziente di vedere quale canzone la dea bandata ha scelto.
“Rolling like a stones3” dice ad alta voce, prova qualche arpeggio distrattamente, poi annuisce fra sé e alza lo sguardo sui suoi coinquilini:
“Cominciamo, dattebayo!” e fa passare le dita sulle corde, cominciando la melodia.

Sakura si mette subito a ballare, muovendo i fianchi e le braccia, ridacchiando come se stesse facendo la cosa più divertente del mondo.
Sasuke sta immobile come un ciocco di legno.
“Dobbiamo farlo sul serio?” chiede ancora (quattrocento e due).
Sakura volteggia e gli prende le mani, cercando di costringerlo a danzare con lei.
“Ehi, uno spogliarello dovrebbe essere sexy!” gli ricorda Naruto ridendo per la faccia sconvolta di Sasuke.
E Sakura lo prende fin troppo sul serio, smettendo di molestare Sasuke e facendo qualche passo verso il festeggiato. Si mette le mani ai fianchi e dondola il bacino come se stesse giocando con l’ hula-hoop. Canticchia la canzone con fare provocante, poi comincia a sfilarsi la sciarpa dal collo esile in gesti lenti e calcolati.
Sasuke fatica a credere che sia la stessa Sakura ubriaca di un attimo fa, ma al contrario non fatica a credere che sia riuscita a conquistare il cuore di così tanti ragazzi in così poco tempo.
Naruto la guarda ipnotizzato, rapito dai suoi gesti lenti e lascivi, come se fosse la cosa più bella del mondo, al punto che Sasuke non sa di chi essere geloso: se di Sakura, che accende quello sguardo nel suo Naruto; o se di Naruto, che guarda in quel modo la sua Sakura.
E capisce che non può sottrarsi da quella cosa. No, non ha nessuna intenzione di lasciarsi escludere.
Però è ancora troppo sobrio.
“Torno subito” borbotta fra i denti, mentre Sakura ha iniziato a far scivolare la gonna dalle gambe snelle. I due sono così presi dal loro giochetto che non sembrano nemmeno sentirlo e non protestano quando va davanti alla dispensa degli alcolici, prende la bottiglia di sambuca e, direttamente da essa, beve un lungo sorso che gli fa andare a fuoco la gola e lo stomaco. Strizza gli occhi, ricacciando indietro le lacrime per quel bruciore improvviso e ignora tutte le maledizioni che il suo fegato ormai abusato gli sta lanciando. Quella è un questione di vita o di morte!
Torna a fronteggiare la sfida solo quando si sente la testa decisamente più leggera e la voce della sua coscienza si è affievolita, al punto da non sentirla nemmeno.
Nel frattempo, Sakura ha cominciato a sfilarsi la maglietta, mostrando la pancia piatta e il reggiseno rosa che contiene i suoi seni.
Si affianca a lei e punta con gli occhi neri quelli color cielo e questi ne vengono subito catturati. Vengono rapiti dal volto leggermente arrossato per l’ebbrezza del moro, dai ciuffi corvini che ricadono lisci a sfiorargli il collo fino e pallido; da quelle dita lunghe – da pianista – che passano sui bottoni delle camicia bianca, sfilandoli dalla asole con una lentezza estenuante. Scopre le clavicole senza smettere di guardarlo fisso e facendo saettare di tanto in tanto la lingua rosea fra le labbra fine, per inumidirle.
Non è nulla di eclatante, ma Naruto non riesce a distogliere lo sguardo e il suono della sua voce si fa sempre più roco, man mano che il petto ampio di Sasuke viene scoperto. Quando la camicia cade dalle sue spalle, sbaglia un accordo.
Sakura ghigna a Sasuke e appoggia la mano sul suo petto, mentre con l’altra sbottona i jeans e tira, lentamente, giù la zip, scoprendo i boxer in lycra nera. Le mani di Sasuke invece slittano sul gancetto del suo reggiseno e, senza nessuna difficoltà, glielo sfila dalle spalle magre, leggermente appuntite. L’indumento cade a terra, sopra la camicia bianca. La ragazza, solo in mutande e parigine, si abbassa sui calcagni facendo scivolate i jeans dai fianchi stretti fino alle caviglie. Sasuke li scalza, restando solo con i boxer neri, mentre Sakura si piega su se stessa, sfilando una parigina alla volta.
Ormai Naruto non riesce più a seguire gli accordi della canzone e non canta più, completamente rapito dai corpi nudi dei suoi migliori amici.
Desiderandoli entrambi in maniera folle.
Alla fine, rinuncia completamente a pizzicare le corde e l’aria torna silenziosa, carica di una tensione percepibile sulla pelle. Tutti e tre si guardano in attesa del via libera per saltarsi addosso.
È Naruto a darlo, prendendo un lungo e tremante respiro.
“In camera da letto. Ora”

Gli ansimi diventano sempre più forti man mano che Sasuke e Sakura lo spogliano, passano le mani sulla pelle abbronzata e le labbra lo baciano ovunque. I loro corpi, lucidi di saliva, sono percossi da brividi fortissimi, ogni lappata scatena un terremoto che lascia i loro pensieri coerenti in macerie. Hanno una fame che possono placare solo assaggiando il corpo dell’altro.
Naruto bacia Sakura, accarezzandole il palato con la lingua, mentre lei masturba Sasuke, che si fa spazio con le dita dentro Naruto, aprendo la carne morbida e bollente. Gli bacia il collo, morde quella pelle e perde la testa per quell’odore di sesso che ha invaso l’aria.
La mano di Sakura si muove in maniera scadenzata sul pene di Sasuke, tirando la pelle verso il basso fino a scoprire la punta umida di liquido pre-seminale, e spalanca le cosce lasciando che la testa bionda di Naruto si infili fra esse, a baciarle l’intimità e stuzzicare il clitoride con la lingua; mentre Sasuke continua ad allargare Uzumaki, spingendo dentro il suo ano due dita. Quando sente che le carezze di Sakura lo stanno portando al limite, si sfila dalla presa dolce di quella mano, per spingersi con il proprio pene duro e pulsante dentro Naruto. Lotta contro il leggero attrito che il retto compie alla sua presenza, ma che poi accoglie avvolgendolo bollente e stretto.
Naruto geme fra le gambe di Sakura, facendola sobbalzare per una scossa di piacere improvviso. Come se avesse sentito quello del biondo e ne fosse stata travolta lei stessa. Come se tutti e tre fossero collegati e avvertissero le emozioni e la lussuria dell’altro, diventando quasi una cosa sola.
Sasuke afferra con le dita i fianchi di Naruto e si spinge in lui sempre più in profondità e guarda Sakura dritta negli occhi verdi. Occhi sciolti nel piacere. Lei si sporge, in cerca di un bacio, e Sasuke fa collidere le loro labbra, mentre sbatte Naruto e Naruto scopa con la lingua la figa di Sakura e Sakura ficca la lingua in gola a Sasuke.
Volgare.
No, non lo è mai stato per loro. Per loro è sempre stato solo un discorso di completezza. Quei corpi incastrati fra loro non sono volgari, sono solo una provocazione verso quella società perbenista; sono emozioni e invettive.
Sono come pietre che rotolano e si fermano solo quando sono nelle braccia dell’uno e dell’altro.
Non sono volgari. Sono libertà.

 

“How does it feel, ah how does it feel?
To be on your own, with no direction home
Like a complete unknown, like a rolling stone”

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